Museo Filippo Piersanti
Comune di Matelica
Musei Storico-Artistico

matelia_museo_filippoIl palazzo Piersanti, una delle rare case-museo delle Marche, conserva, oltre all’arredo originario di alcuni ambienti - come la camera da letto e la cucina settecentesche - le opere d’arte e gli oggetti raccolti nella città natale da Monsignor Filippo Piersanti (1688- 1761), maestro di cerimonie presso la corte pontificia a partire dal 1718. Dopo la donazione al Capitolo della Cattedrale di Matelica, nel 1901, la collezione primitiva si è arricchita di dipinti provenienti dalle chiese della città, fino a formare una delle raccolte più importanti della regione per numero e qualità dei pezzi conservati. La visita al museo prende le mosse dalla “Sala degli arazzi”, che deriva il nome da un prezioso ciclo di arazzi, di probabile provenienza francese, raffiguranti scene dell’Eneide. La disposizione delle opere segue poi criteri cronologici: fra le più antiche si segnala un Crocifisso in legno dipinto, databile al XII secolo, proveniente dall distrutta abbazia di Sant’Eutizio. Nel percorso museale, le opere realizzate da artisti marchigiani o attivi nelle città della regione si mescolano a quelle inviate da altri centri, soprattutto da Venezia, a testimoniare gli stretti rapporti che univano anche i centri dell’entroterra marchigiano alla Serenissima. Al gruppo “veneto” appartengono un’anconetta con sette santi attruibuita a Giovanni Bellini, e la splendida Madonna col Bambino benedicente (1460 circa) attribuita a Gentile Bellini, mentre opere fra le più belle di Antonio da Fabriano, Luca di Paolo da Matelica, Lorenzo d’Alessandro da Sanseverino, Bernardino di Mariotto da Perugia, databili fra la seconda metà del XV e l’inizio del XVI secolo, sono riferibili invece a una produzione locale. Più consistente risulta la quantità di dipinti dei secolo XVII- XVIII: opere di arte sacra, come pale d’altare e figure di santi, icone, suppellettili liturgiche, crocifissi, reliquiari ecc… si alternano a dipinti profani, soprattutto a nature morte, vedute urbane e paesistiche, ritratti. Di notevole interesse risulta la stanza dedicata ai “ricordi pontifici” ovvero agli oggetti appartenuti ai sei pontefici sotto il cui regno il Piersanti prestò servizio: oltre ai ritratti dei papi vi figurano stampe, busti e oggetti diversi, come i bariletti utilizzati nelle cerimonie di consacrazione dei vescovi o le cazzuole e i martelli impiegati per aprire la Porta Santa in occasione dei Giubilei.